La
gran parte degli abitati che ancora oggi punteggiano la catena dei Monti Sabini
sono nati nel medioevo, intorno all'anno Mille. Per molti di loro, i più
fragili, le notizie sono scarne, legate alla sopravvivenza della documentazione
scritta o delle strutture materiali. Altri, i più solidi, hanno resistito
e sono popolati ancor oggi. Una storia quindi ricca di successi, ma anche di molte
sconfitte, scandita dal lavoro, dalla fatica degli uomini, e perciò stesso
più intensa, più viva. Monte San Giovanni è
oggi un comune della provincia di Rieti con una popolazione di circa 700 persone
ed una superficie di 30,70 kmq, ma quando nasce Monte San Giovanni? Qual è
la sua storia? A queste domande non è facile rispondere con precisione. Ancor
oggi nell'abitato emergono con evidenza i segni del suo passato. La torre, restaurata
di recente, simbolo in antico del potere signorile, rappresenta uno dei segni
più caratteristici del comune; la cinta muraria, sia pur assorbita gradualmente
dall'espansione dell'abitato, delimita con chiarezza lo spazio fisico dell'antico
castello, un grappolo di case racchiuso tra le mura e dominato dalla rocca, con
poche aperture, le porte, che le raccordavano con l'ambiente esterno. Lasciata
la Salaria poco prima di Rieti, in direzione di Contigliano e Greccio, si incontra
dopo pochi chilometri il bivio per Monte San Giovanni in Sabina e Poggio Catino.
La strada sale con percorso sinuoso dalla piana di Rieti attraverso rilievi coperti
di fitta vegetazione, intercalata da radure coltivate ancora con metodi tradizionali.
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Arrivando nei pressi di Monte
San Giovanni il panorama si allarga: da una parte, oltre la Piana di Rieti, il
maestoso massiccio del Terminillo, dall'altra rilievi più dolci che si
susseguono fin verso il Soratte torreggiante sulla Valle del Tevere. Sulla cima
di uno di questi rilievi l'abitato di Monte San Giovanni ci accoglie con la svettante
torre e i resti delle sue mura perimetrali, di cui le case lasciano ben intuire
l'andamento. Si entra nel borgo attraverso la porta-torre
dell'antico castello e, tra vicoli e viuzze di aspetto caratteristico, si sale
verso l'antico "mastio" del castello di Monte San Giovanni, una possente
torre quadrangolare ora dedicata a ricordo dei caduti di tutte le guerre. La
chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita sui resti dell'antica
rocca, conserva pregevoli dipinti: una "Vergine con bambino" del XVI
secolo ed un "S. Michele Arcangelo" del XVII secolo. Altri
preziosi reperti artistici sono conservati nella antica parrocchiale di San Sebastiano:
alcuni affreschi della fine del 1500 ed una Madonna quattrocentesca conosciuta
come "Madonna del latte". Nel palazzo comunale
sono in fase di esposizione alcune tele di scuola reatina attribuite a Giulio
Bianchi, allievo del Caravaggio: le tredici tele, recentemente restaurate, rappresentano
i dodici apostoli ed il Cristo. Lasciato il paese, proseguendo
sulla provinciale per Poggio Catino, solo in parte asfaltata, ci si inoltra verso
la parte più interessante, dal punto di vista naturalistico, del territorio
di Monte San Giovanni. Oltrepassata la frazione di Gallo
Monte Cavallo, ci si addentra nel cuore dei Monti Sabini, sulle pendici del Monte
Tancia.
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