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REFERENDUM DEL 29 MARZO 2020

Si comunica che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.23 del 29 gennaio il D.P.R. 28 gennaio 2020 di indizione del referendum ex art.138 della Costituzione per l’approvazione del testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.240 del 12 ottobre 2019.

Il testo del quesito referendario è il seguente:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n.240 del 12 ottobre 2019?»

Per tale referendum le operazioni di voto si svolgeranno domenica 29 marzo 2020, dalle ore 07:00 alle ore 23:00, ai sensi dell’art.1, comma 399, primo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n.147 (legge di stabilità 2014) e le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti.


opzione degli elettori temporaneamente all'estero per l'esercizio del voto per corrispondenza nella circoscrizione estero

Tale modulo va inviato tramite PEC la seguente indirizzo: amministrazione.comunemontesangiovanniinsabina@pec.it


Convocazione dei Comizi


Esercizio del Voto a Domicilio

Flora e fauna


Le cime più elevate della porzione settentrionale dei Monti Sabini sono costituite dal Monte Tancia e dal contiguo Monte Pizzuto che sfiorano i 1300 metri. La posizione del Monte Tancia fa di quest'ultimo, sotto il profilo vegetazionale, un tipico esempio della fascia latitudinale di appartenenza.
La vegetazione attuale del Monte Tancia, e di tutti i Sabini, è ben diversa da quella che vi si insediò oltre cento milioni di anni fa al momento del sollevamento di questi monti dal Mare Tetide. Ma anche rispetto a pochi secoli fa, la vegetazione del Tancia presenta notevoli differenze dovute alla continua azione dell'uomo che ha plasmato con la sua opera il paesaggio e le sue componenti vegetali.
Nel massiccio del Tancia si riconoscono due principali paesaggi vegetali: quello termofilo ed eliofilo del versante meridionale, nel territorio di Monte San Giovanni, popolato da specie vegetali che preferiscono temperature più calde e maggiori insolazioni, e quello mesofilo dei versanti settentrionale ed orientale. Nel versante meridionale la maggiore insolazione e l'azione di accumulo del calore esercitata dalla roccia calcarea ha favorito l'insediamento del leccio, specie tipica mediterranea che troviamo comunque, dove le condizioni microclimatiche lo consentono, anche a quote più elevate e in posizioni più distanti dal mare, favorito in questo dalla vicinanza della Valle del Tevere che, oltre ad un effetto termoregolatore, ha sicuramente favorito in epoche più calde l'incunearsi di vegetazione tipica della fascia marina fin verso l'Appennino.
Infatti accanto al leccio, che pure si trova anche in posti rocciosi più freddi ed elevati, troviamo anche lentisco, terebinto, smilace, siliquastro. Misto al leccio e in canaloni meno assolati appaiono elementi più montani quali la roverella, l'orniello, il carpino, il cerro, l'acero, la vitalba.

Salendo di quota assume predominanza il cerro insieme ad altre querce caducifoglie, e macchie miste. Solo a quote più elevate, in particolare nella Valle Gemini, da tutti considerata una delle più belle valli dei Sabini, si trova il faggio, specie tra le più tipiche dell'Appennino.
Non mancano nel sottobosco, a volte fitto ed intricato, a volte più diradato dalla presenza di animali al pascolo, l'agrifoglio ed il pungitopo. Notevoli anche le fioriture, dal ciclamino al bucaneve, per finire a molte orchidee spontanee, di cui i Monti Sabini, sia nel settore settentrionale che in quello meridionale dei Monti Lucretili, costituiscono uno degli habitat più favorevoli.
La presenza di luoghi difficilmente accessibili, e l'istituzione di rifugi faunistici, ha permesso alla fauna di conservare alcuni lineamenti caratteristici e la sopravvivenza di specie altrove rare.
Numericamente rilevante è senza ombra di dubbio il cinghiale, che nei boschi di querce trova non solo rifugio ma anche abbondante nutrimento, spingendosi comunque anche al limite dei coltivi e dell'abitato. Rarissimo è invece il Lupo appenninico la cui presenza è dovuta a qualche piccolo branco di pochi individui: animale quasi leggendario, da a questi luoghi il fascino dell'avventura e riporta alla mente tempi remoti. Non mancano lepri e volpi, ma più interessanti sono senza dubbio l'istrice, il tasso e il gatto selvatico, presenti anche se in numero non rilevante. Scoiattoli, donnole e ricci, popolano i boschi, insieme a numerosi uccelli di macchia e di bosco: ghiandaia marina, occhiocotto, verzellino, canapino, picchio verde e picchio rosso maggiore, cincia, civetta, allocco e barbagianni. Non mancano rapaci significativi, come la poiana, lo sparviero, il nibbio bruno e il gheppio. Una attenta e paziente osservazione permette di vedere gran parte di queste specie, ma in mancanza di una osservazione diretta, ci si può accontentare delle numerose tracce che gli animali lasciano del loro passaggio e della loro presenza.